Il tangentista. Il libro/inchiesta di Francesco de Rosa

«Una delle caratteristiche del tangentista di fronte alla profezia – ha scritto Francesco Bergoglio – è un certo tipo di complesso di “inquestionabilità”. Il tangentista si offende dinanzi a qualunque critica, discredita la persona o l’istituzione che la emette, fa in modo che qualsiasi autorità morale in grado di criticarlo sia eliminata, ricorre a sofismi ed equilibrismi nominalistico-ideologici per giustificarsi, sminuisce gli altri e attacca con l’insulto quelli che la pensano diversamente.
Il tangentista è solito perseguitarsi inconsciamente ed è tale l’irritazione che gli genera questa autopersecuzione che la proietta sul prossimo e, da autoperseguitato, si trasforma in persecutore».


Questo libro/inchiesta, come tutte le cose che ha scelto di fare nella vita e nella sua professione, l’Autore, il giornalista Francesco de Rosa, nasce dalla libertà assoluta che egli fa vincere su tutto e dal rispetto che egli ha per la legalità onorando così la memoria di tutti coloro (magistrati, giornalisti, poliziotti, carabinieri, testimoni di giustizia) che si sono fatti ammazzare per denunciare il malaffare e fronteggiare il crimine in ogni suo ambito. Questo libro non avrebbe mai potuto scriverlo, Francesco de Rosa, se avesse accettato di mantenersi il lavoro comodo, tranquillo e ben remunerato che aveva barattandolo con l’esercizio della sua autonomia, della libertà e del coraggio che serve per non tirarsi mai indietro davanti alla corruzione, alle bugie, agli inganni che sono attorno a noi.
I tangentisti c’erano, ci sono e ci saranno e avranno sempre i loro sostenitori che vengono usati come fossero marionette, il serbatoio di voti che serve sempre. I tangentisti sono sempre narcisisti. Nessuno è più bravo e più capace di loro. I tangentisti sono bugiardi per natura e si convincono di non fare nulla di male. Essi sono arroganti e in molte occasioni tentano minacce, pressioni con violenza verbale e fisica. Hanno una grande abilità a fare le vittime, a manipolare, a prendere soldi, a fare della politica l’unico po-sto in cui, per una vita intera, è possibile mentire, arricchirsi e nutrire l’immenso «ego» che ogni narcisista sfrenato deve alimentare. Un libro leale, necessario che racconta la vicenda di un tangentista che fu eletto sindaco e fu arrestato con la tangente con sé appena consegnata. Un libro coraggioso scritto in una terra dove il malaffare non è solo della camorra, della mafia, della criminalità ma anche di certa politica e di tanti politici.

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